quis ut deus

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Michele è un pittore di successo. Ha conquistato con determinazione la sua nicchia sul Bolaffi in decenni di lavoro ostinato e astioso.

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Descrizione

Michele è un pittore di successo. Ha conquistato con determinazione la sua nicchia sul Bolaffi in decenni di lavoro ostinato e astioso. Ma nelle pieghe di quel successo si nascondono i segni della frustrazione di un’adolescenza inadatta, martirizzata dalla sua incapacità di trovare una sua collocazione nel complicato e incomprensibile mondo dei grandi. Oggi, a cinquant’anni, per celebrare la sua consacrazione e per cercare di rivestire di motivazioni una vocazione artistica che ha ormai smarrito, consigliato dal suo agente, decide di concedersi un periodo sabbatico proprio nella sua città Natale, La Spezia, nella quale inopinatamente, e quasi del tutto casualmente decide di dipingere, per la prima volta nella sua carriera, un grande quadro di soggetto sacro, che rappresenta l’Arcangelo Michele che sorvola il Golfo dei Poeti. Questa decisione sarà il fattore scatenante di uno smottamento di rancore e di voglia di rivincita rimasto nascosto per decenni in fondo all’anima. Nella città della sua infanzia Michele si troverà a fare i conti con un’immagine antica di sé che i suoi concittadini e soprattutto i suoi ex compagni di scuola non hanno intenzione di dimenticare. E il rancore esploderà in follia, nell’omicidio sistematico di tutte le sue compagne di scuola del liceo, assurte a simbolo di un’adolescenza di sofferenza. Il crescendo di orrore sembra non poter essere arrestato da nulla, tra deliri paranoici e visioni mistiche, se non proprio da quell’Arcangelo che, come ridestato dal quadro dipinto da Michele, comincia a popolare i suoi sogni. E in quella visione onirica (ma poi lo sarà così tanto?) l’Arcangelo si sta recando, mandato da Dio, proprio da lui. A far che? Ad ucciderlo? A portargli il perdono di Dio? A “restaurargli” l’adolescenza? Quis ut deus è il motto dell’Arcangelo Michele. Significa: Chi, come Dio? Ma anche: Chi, se non Dio? Oppure: Chi, al posto di Dio? Molte ipotesi, perché molteplice è la realtà.

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